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 VARIE

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wolfsangel
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MessaggioTitolo: VARIE   Sab Nov 10, 2007 1:03 pm

Puffi di destra

I FATTI
In Israele è vietato trasmettere i cartoni animati dei
Puffi. E' permesso suonare, seppure con qualche limitazione,
Wagner, noto antisemita, ma un cartone animato
all'apparenza così innocente viene messo all'indice.
Ho deciso di presentare i risultati delle mie ricerche
in merito.
LA STRUTTURA MITO POIETICA DEI PUFFI
I Puffi sono una comunità organica di destino. Il loro
capo supremo, duce e fonte del diritto, è il Grande
Puffo, un Grande Fratello buono.
E' dux in senso latino, in quanto nei momenti di massimo
pericolo convoca i suoi amati puffi in una adunata
parzialmente oceanica in cui espone cosa egli ha
deciso per la comunità. Il villaggio così ospita, come
in una novella Norimberga, le nozze mistiche con il
proprio capo, la liturgia politico pagana che consegna
il genio della nazione nelle sue mani e trasfigura l'inconscio
collettivo della stirpe dei puffi.
L'adunata è quindi un thing, una assemblea germanica.
Il Grande Puffo è fonte del diritto, quindi filosofo in
senso platonico, poiché egli non abbisogna di leggi o
di convenzioni, la sua volontà è legge in quanto si
conforma all'archetipo puffico.
I Puffi praticano forme nazi platoniche di eugenetica
integrale. Tutti i Puffi si conformano fisicamente
all'ideale fisico del perfetto Puffo, incarnato nella
realtà da Puffo Forzuto, al tempo stesso Faust,
Sigfrido e Arbeiter Jungeriano.
Puffetta è l'unica donna: Aria, Bionda e con gli occhi
azzurri. I Puffi dispongono liberamente di lei, in
quanto vige il comunismo platonico delle donne (ecco
sorgere prepotentemente l' ideale dei centri
Lebensborn Germanici) . I "baby puffi", che non possono
non essere figli suoi, sono perfetti rappresentanti
della stirpe Puffoide. Il fatto che non li si veda mai in
compagnia dei genitori è dettato dal fatto che sono
figli dei centri Lebensborn, e verranno presto iniziati
alle arti guerriere o di mestiere.
BLUT UND BODEN
I Puffi vivono radicati nella loro foresta ancestrale.
La comunanza tra il loro sangue e il loro ambiente
patrio è TOTALE. Infatti dalla comunità dei puffi
sono esclusi gnomi, elfi e fate. I Puffi quindi non
ammettono il meticciato.
La foresta è da loro protetta e ammirata. La sacra raccolta
delle "PUFF BACCHE", che avviene probabilmente
in occasione della festa di Ostara, è l'azione
fisica che simboleggia l'ispirarsi al mondo delle idee,
dove queste, lo si sa, stanno nel mondo iperuranico,
attaccate come delle scamorze (così diceva la mia
anziana prof. di Filosofia).
L'IMPIANTO METAFISICO
Oltre che col mondo delle idee primigenie, i puffi
sono in contatto con Padre Tempo (il Kronos dio dell'età
dell'oro, ora rifugiatosi nel Lazio) e Madre
Natura, al tempo stesso Minerva, Shakti e Iside. La
compenetrazione dei due principi, uranico - maschile
l'uno e tellurico femminile l'altro, genera l'axis
mundi Puffico.
Nulla sappiamo delle pratiche cultuali dei puffi, che
si basano interamente su fonti orali e che non vengono
svelate ai profani, né tanto meno riprese dalle telecamere,
che non oserebbero mai penetrare nel medio
nemeton dove probabilmente i Puffi praticano i loro
culti ancestrali.
L'ORDINE SOCIALE
Da bravi platonici i puffi disdegnano le ricchezze.
Essi vivono in rozze capanne ricavate nei funghi. Le
distinzioni all'interno della società non si basano
quindi sulla ricchezza, ma sul merito e sul carisma.
I Puffi praticano quindi un comunismo platonico, che
vede il Grande Puffo non possedere nulla se non il
fungo in cui vive .
Lo stile spartano di vita dei puffi gli consente di vivere
in comunione con la natura senza generare inquinamento
e senza sprechi di risorse.
Inoltre esempi negativi per il popolo sono
Quattrocchi e Puffo Vanitoso.
Il primo è il tipico esempio di intellettuale malaticcio
e disfattista, disprezzato dai vertici del Reich millenario,
dalle fattezze semite, che ricorda il tipico esempio
di giornalista Israelita post comunista.
Puffo vanitoso invece è il tipico narcisista effeminato,
che stona con lo stile semplice e virile dei veri
puffi.
IL NEMICO: GARGAMELLA
Ed ecco il motivo principale per cui i Puffi non possono
essere trasmessi in Israele. Il crudele e affamato
nemico dei Puffi, l'avversario, colui che trama nell'ombra
è l'ebreo internazionale Gargamella. Con il
suo aspetto torvo, con il naso ricurvo, gobbo e vestito
di nero, deforme, sembra essere uscito dagli stereotipi
della propaganda nazista.
Egli vuole cibarsi dei Puffi. Proprio come nelle forme
più becere di antisemitismo dove gli Israeliti venivano
accusati di rapire giovani Arii per compiere riti
abominevoli con il loro sangue.
Inoltre Gargamella è uno stregone, che attraverso
oscuri PATTI e altrettanto oscure ALLEANZE è stato
destinato a desiderare per sempre i Puffi, come un
novello ebreo errante, incatenato alla sua azione
incessante, ipostasi del sistema globale.
Inoltre Gargamella vive proscritto e ghettizzato in
una torre (di Babele ?), unico suo rifugio, fornitogli
dall'alta finanza degli usurai medioevali, che non si
mostrano mai poiché agiscono nell'ombra.
I PUFFI E LA SACRA ALLENZA
I Puffi si alleano ben presto con l'aristocrazia locale,
rappresentata dal Principe (sicuramente un
Hohenzollern … ), per combattere le trame di
Gargamella.
Quindi il Grande Puffo stringe un alleanza con l'aristocrazia,
così come fece il Terzo Reich con l'alto
comando della Wehrmacht, di origine nobile e prussiana.

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MessaggioTitolo: Re: VARIE   Sab Nov 10, 2007 1:04 pm

Puffi di sinistra

I puffi sono delle creature di colore blu, indossano tutti un berretto bianco, tranne il capovillaggio che ha un berretto rosso.
La loro età non è ben definibile, diciamo che ci sono un anziano (grandepuffo) ed il resto della comunità sembra essere composto da individui adulti ma ancora relativamente giovani, ciò ha notevoli ripercussioni anche nella vita sociale del villaggio e nei rapporti tra gli individui che analizzeremo in seguito.
Nelle versioni successive vengono introdotti nuovi personaggi, un pittore, un poeta, un anziano e tre bambini, non a caso ciò coincide con l'avvio della glasnost di Gorbacev Mihail Sergeevic, probabilmente anche nel mondo dei cartoni animati la "pubblicità" stava modificando le cose. Il genere sessuale è altrettanto indefinibile dai tratti somatici che sono uniformi per tutti i puffi, lo si intuisce dai comportamenti sociali. La mancata differenziatione tra i sessi e tra gli individui sicuramente ci riporta all'idea comunista di società egualitaria senza barriere tra i sessi e tra gli individui .Ciò crea una omologazione ad un modello fisico tipo di tutti gli abitanti del villaggio, un'inquietante somiglianza con uno degli aspetti più biechi dei regimi comunisti che spersonalizzavano l'induviduo annegandolo nella massa.
C'è un solo essere femminile all'interno della comunità, si chiama puffetta e si distingue dagli altri per una fluente chioma bionda. I puffi si identificano l'uno con l'altro solamente grazie al ruolo che ognuno ricopre nel processo di produzione, il loro nome è dato dalle abilità specifiche e dai compiti che assumono nel ciclo produttivo della comunità.
La parola "puffo", che precede la qualifica che contraddistingue i puffi assume perciò una funzione unificatrice ed identificatrice (sociale) dei membri del villaggio: è naturale il paragone con la parola "compagno" utilizzata dal partito comunista per identificare i membri dell'apparato e tutti cittadini.
ANALISI DI ALCUNI PERSONAGGI
Quattrocchi
E forse il personaggio più interessante dopo grandepuffo, il suo ruolo sociale all'interno della comunità è quello del contestatore.
Si contrappone a Grandepuffo nelle scelte da prendere per la vita villaggio e la sua pedanteria molto spesso scade nel ridicolo. Il suo ruolo attanziale è quello di un leader nell'ombra.
Anche le caratteristiche fisiche del personaggio Quattrocchi sono molto particolari, porta gli occhiali ed assume sempre un'aria ed una posa da saccente nei confronti dei suoi "compagni". Grandepuffo non sembra dare molto peso al Quattrocchi ma se improvvisamente il villaggio si trovasse senza la guida dell'anziano despota, l'occhialuto puffo sarebbe il successore naturale.
Facendo un paragone con la storia dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) questo personaggio sembra richiamare alla memoria il compagno Lev Davidovic Trockij (pseudonimo di Lejba Bronstejn) ucciso dagli emissari di Stalin (pseudonimo di Iosif Vissarionovic Dzugasvili) in Messico il 20 Agosto 1940. All' interno della vita del villaggio quindi si riproporrebbe lo scontro tra la linea dura ed russocentrica di Grandepuffo/Stalin, contro quella rivoluzionaria e contestatrice di Quattrocchi/Trockij.
Non mancano episodi peraltro dove Quattrocchi viene allontanato dal villaggio ed espulso dalla comunità dei puffi che si ribellano contro le continue contestazioni.
Nelle immagini che ho riportato è possible coglire questa inquietante analogia. Tutto ciò non fa altro che orientare la vita del villaggio su un modello non solo comunista, ma addirittura staliniano!
Puffetta
Altro personaggio di straordinaria rilevanza all'interno della comunità è Puffetta.
Puffetta è l'unico essere femminile nel villaggio (fino a quando non ne viene introdotto un altro in una serie successiva), i modi di fare e il campo di azione del personaggio Puffetta sono identici a quelli di tutti i componenti maschi della comunità. La distinzione tra i ruoli dei personaggi non è dovuta al genere quindi ma solamente al ruolo che ogni individuo ricopre nel processo di produzione.
Puffetta arricchisce di mistero la vita del villaggio contribendo a dare alla comunità un elemento di rottura dal punto di vista socio-sessuale; il villaggio senza Puffetta sarebbe solo una grande comunità maschile.
Da ciò nascono numerosi interrogativi che ad un pubblico adulto non possono sfuggire:
E' Puffetta la madre dei piccoli puffi che nascono nel corso del cartone animato?
Come si riproducono i puffi?
Gli organi genitali e l'apparato riproduttivo dei puffi come sono fatti?
Hanno stimoli sessuali?
Se si come avviene il rapporto sessuale?
Se i puffi hanno rapporti sessuali, allora Puffetta essendo l'unica donna del villaggio, si presta (evidentemente a turno) a questa attività in puro spirito di condivisione totale delle risorse.
Una teoria di interpretativa sostenuta da Guiggiani identifica Puffetta come un elemento di rottura della famiglia patriarcale che vedeva la donna emarginata e posta in secondo piano nei rapporti di valore, interpersonali, sessuali e sociali.
Probabilmente l'elemento Puffetta attribuisce una maggiore idea di uguaglianza sociale ad i membri del villaggio che non risentono assolutamente della presenza di una sola femmina all'interno del gruppo. Anzi è proprio Puffetta che si erge al disopra del ruolo del maschio occidentale trasformando la propria emancipazione in quella di tutte le donne comuniste che si pongono nella vita, nella produzione e nella vita sessuale allo stesso pari dell'uomo.
Forzuto
Ogni società ed ogni comunità attribuisce a qualche soggetto il monopolio della violenza legittima, nel villaggio dei puffi questo ruolo è di pertinenza di forzuto.
Forzuto è il braccio dell'esecutivo (grandepuffo) egli ha potere di coercizione, in quanto la propria forza fisica lo rende istituzionalmente preposto a gestire l'ordine della comunità.
Non è un caso se in molti episodi è Forzuto che regola le espulsioni coatte dal villaggio o lotta con il nemico comune Gargamella.
Il ruolo ricoperto da Forzuto lo inquadra come un tipico agente di sicurezza sovietico, anzi in molti episodi in vera e propria funzione di spia dell'Nkvd (poi Kgb, adesso Fsb).
Vanitoso
Anche il puffo vanitoso rientra a pieno titolo nella categoria di puffi che hanno un enorme peso sociale nella vita del villaggio.
I modi di fare e gli atteggiamenti di vanitoso lo qualificano con certezza come un omosessuale, nonostante questa evidente diversità egli è accettato a pieno nella comunità.
Vanitoso è la riprova che il villaggio dei puffi è basato sui principi di uguaglianza sessuale.
Poeta/Pittore
Puffo Poeta e puffo Pittore sono l'esempio che nel villaggio trovano spazio anche voci del dissenso che non vengono tollerate dal sistema vigente in URSS.
I due personaggi infatti vengono introdotti con l'avvento della glasnost, ed in vero clima di disgelo contribuiscono ad arricchire una società che fino ad allora era solamente orientata alla produzione e all'applicazione dei principi marxisti-leninisti all'interno del villaggio.

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MessaggioTitolo: Re: VARIE   Sab Nov 10, 2007 1:06 pm

Cuori Rossi, Cuori Neri ed il "mal di Pansa"...corso di anatomia comparata

Rifondazione all’attacco: «Pansa peggio di De Felice»

Il colpo di scena si verifica dopo poco più di un’ora, quando - dopo mesi di mistero - arriva il primo outing compiaciuto e ufficiale dell’«antirevisionista pansiano». Tutto succede quando durante un convegno organizzato la settimana scorsa da Rifondazione comunista a Roma, dal titolo emblematico di «Cuori rossi» la moderatrice, Bianca Bracci Torsi (dirigente storica del partito) annuncia: «Passo la parola adesso a Simone Sallusti, che non è solo il responsabile organizzazione di Rifondazione comunista a Roma. Ma anche, ci tengo a dirlo, tra i fondatori del sito militant.it e tra i ragazzi che sono andati a contestare Giampaolo Pansa a Reggio Emilia». «Sì, è vero - ammette lui - e ne sono orgoglioso». A quasi quattro mesi dall’aggressione a Giampaolo Pansa, insomma, hanno finalmente un’identità e un’appartenenza politica (il partito di Franco Giordano) gli ultrà che lo contestarono duramente mentre presentava il suo ultimo libro La grande bugia insieme al giornalista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo in un albergo di Reggio Emilia. Scene finite in tutti i telegiornali, striscioni srotolati, cori, inizio di rissa, e persino qualche ex partigiano che difendeva il giornalista dai suoi contestatori. Il volto e la firma, quella di Militant, appunto. Gruppo politico e sito internet «ribelle» (lo scorso anno diede vita alla «Antifascist official league») ma finanziato dal Campidoglio con 30mila euro tra il 2005 e il 2006. Roma, martedì 30 gennaio, ore 19.30, sezione di Rifondazione comunista di via Dancalia nel cuore del quartiere africano. Il sottotitolo di «Cuori rossi» recita: «Roma antifascista: dalla Resistenza alla contestazione a Pansa». A sedere allo stesso tavolo di Bianca Bracci Torsi e Simone Sallusti ci sono Sante Moretti, storico militante comunista del quartiere, Sandro Portelli, delegato per la memoria storica del Comune di Roma e Massimiliano Smeriglio, deputato e segretario romano del Prc. I toni a prima vista sono «soft» ma i bersagli di quello che ha tutta l’aria di un processo sono evidenti: Giampaolo Pansa, in primis, ma anche i libri di Luca Telese Cuori neri e Nicola Rao La fiamma e la celtica e persino - malgrado il finanziamento - lo stesso sindaco di Roma. «Bisogna impedire che i fascisti rialzino la testa - è l’esordio di Bianca Bracci Torsi - hanno le spalle coperte anche dal buonismo della sinistra. Per esempio da Veltroni che intitola strade a fascisti vecchi e nuovi o da libri di revisionismo, quelli di Pansa e Telese su tutti, o dall’ex assessore alla Cultura di Roma Gianni Borgna che accetta interviste dal Secolo d’Italia in cui loda Céline e Fini. Ma io non sono pessimista perché vedo ancora tanti “cuori rossi” che difendono l’antifascismo». La sinistra radicale si sente accerchiata, dunque. E tenta di reagire tirando fuori nuovamente i vessilli dell’antifascismo. «Quando parliamo di Roma antifascista - è la sintesi dell’intervento di Sandro Portelli - parliamo di uno scontro culturale per dare noi il segno alla memoria della città. La periferia della capitale è un luogo difficile per la sinistra degli ultimi 10-15 anni. È cambiata la composizione sociale anche a causa dell’immigrazione. Serve un’analisi di classe articolata per capire questi cambiamenti e servono nuove modalità per costruire l’antifascismo. Non basta più dire: “Noi veniamo dalla Resistenza”». E poi l’ennesimo, affondo su Pansa: «Noi abbiamo fatte battaglie durissime nei municipi e in Comune per impedire la follia di esprimere solidarietà a Pansa quando è stato aggredito. Il suo è un caso emblematico della differenza profonda tra conoscenza e ignoranza. I suoi libri sono insostenibili dal punto di vista professionale e mancano completamente di conoscenza e ricerca critica».
Una strenua e continua difesa dell’antifascismo (anche militante), una continua denuncia di presunte operazioni revisionistiche. Anche quando bisogna analizzare anni di scontri, di morti e feriti da una parte e dall’altra della barricata. «Gli anni Settanta non possono cadere nell’oblio - dichiara Sante Moretti, alto dirigente di Rifondazione e della Cgil - perché riproponevano le ragioni della classe operaia. Anche la teoria degli opposti estremismi va rivista. Brigate rosse e Nar avevano diversi fini e modi di agire. Le prime, in ogni caso, si richiamavano alla classe operaia e non hanno mai fatto stragi, i secondi al fascismo e mettevano le bombe sui treni». Nemmeno un accenno per due ragazzi di destra rimasti uccisi nello stesso quartiere in cui Sante Moretti militava. «La dinamica dei fatti - così la definisce Moretti - Cecchin e Di Nella non è mai stata chiarita. Non sono stati uccisi in scontri o in attentati e i colpevoli non sono mai stati trovati. Però i fascisti hanno usato la morte di Cecchin come pretesto per attaccare il sottoscritto». Infine l’attacco a chi ricorda quelle due morti: «La riconciliazione (oltre al libro di Telese, quella di Veltroni che ha dedicato una via a Di Nella) è solo un viatico per indurre i fascisti a continuare. Nel quartiere ci sono oltre 50 scritte fasciste e ogni 9 febbraio, anniversario della morte di Di Nella, è il pretesto per un corteo con bandiere nere e saluti romani. Per questo dico che bisogna cancellare quelle scritte commemorative e impedire la manifestazione». A dettare le linee guida di Rifondazione comunista per il futuro sono le conclusioni di Smeriglio: «Mai nessun iscritto a Rifondazione parteciperà a convegni organizzati da fascisti (riferimento al capo ufficio stampa del Prc alla Camera Andrea Colombo, autore di un libro con Francesca Mambro e Valerio Fioravanti che avrebbe dovuto partecipare all'assemblea al liceo Visconti, ndr) mentre i fascisti violenti andranno trattati come andranno trattati. E non dico altro». Caspita. «La contestazione a Pansa? - conclude Smeriglio -. Fa parte di un dibattito vivace, non è un dramma. Poi c’è un revisionismo nobile, quello di De Felice, e uno illeggibile come quello di Pansa». Si arriva persino a riabilitare l’odiato De Felice, pur di demonizzare Pansa.
[ Fonte: Il Giornale ]
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MessaggioTitolo: Re: VARIE   Dom Nov 11, 2007 12:04 pm

Ma favvan...cina

La Cina incontra l'Italia ("China meets Italy"), così si intitola la quarta edizione dei convegni nazionali di Osservatorio Italia che si svolge oggi a Torino.

Si tratta di un summit a porte chiuse con l'intervento di economisti italiani e cinesi per fare il punto sugli investimenti cinesi in Italia e che sarà chiuso dall'intervento del presidente del Consiglio, Romano Prodi.
Il convegno vuole mettere a verifica una certezza: «Dai flussi finanziari delle riserve internazionali della Cina possono nascere opportunità redditizie per le aziende italiane e per il nostro sistema Paese». Inoltre, sottolineano gli organizzatori, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, «l'apertura della Cina, e alla Cina, sarà fattore-chiave per uno sviluppo ordinato e sostenibile dell'economia mondiale».

Chissà se parleranno dell'Esquilino a Roma o Via Sarpi a Milano dove si può toccare con mano l'elevata qualità degli investimenti cinesi nel belpaese...

Leggiamo dal sito della provincia di Torino:

"I cittadini cinesi residenti nella Provincia di Torino, a Torino, a Barge come a Bagnolo sono gli eredi di una storia immemoriale, di una splendida cultura, la più longeva dell’intera umanità, e di una spiritualità tra quelle nate al principio delle civiltà..."


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