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 Russia, Putin al 61%. L'opposizione: elezioni truccate

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MessaggioTitolo: Russia, Putin al 61%. L'opposizione: elezioni truccate   Dom Dic 02, 2007 9:37 pm

L’astensionismo, l’unico vero potenziale nemico per Vladimir Putin, non c’è stato. Mezza Russia è andata alle urne: alle ore 18, l’affluenza media ai seggi tocca il 59%, almeno il 10% in più rispetto alle scorse elezioni presidenziali. E i primi exit poll confermano quanti ipotizzano un nuovo plebiscito per Putin: il presidente avrebbe già raccolto il 61% dei voti: il partito "Russia Unita" avrebbe così la mggioramnza dei seggi, e nella Duma ci sarebbe posto per soli altri tre partiti.

Ma il clima a Mosca non è per nulla disteso. I leader dell'opposizione russa hanno denunciato «numerose violazioni»: il capo del Partito Comunista, Gennady Zyuganov, considera addirittura quella di oggi la «più dura e meno democratica» consultazione elettorale mai tenuta dopo la caduta dell'Urss nel 1991 e ha annunciato di aver «cominciato a preparare un istanza di ricorso alla Corte suprema in cui si contestano i risultati delle elezioni». Parere identico nell’estrema destra: Boris Nemtsov, uno dei leader dell'Unione Forze di destra, ha definito la consultazione «un'operazione di stupro dei diritti dei cittadini russi».

La pensa così anche Garry Kasparov, ex campione di scacchi e leader del movimento anti-Putin “L’altra Russia” che la settimana scorsa ha trascorso cinque giorni in carcere per aver partecipato a una manifestazione non autorizzata. Kasparov ha scelto di annullare la sua scheda in segno di protesta contro queste elezioni che sono «una farsa» e ha annunciato che deporrà una corona di fiori davanti alla sede della Commissione elettorale a Mosca, per commemorare la morte della democrazia nel Paese.

Nessun tentennamento da parte del Cremlino, che ribadisce che le elezioni rispettano gli standard internazionali. Le critiche? Per Putin sono solo malignità di quegli «sciacalli» degli oppositori.

I risultati definitivi si conosceranno presumibilmente lunedì: la Russia, con la sua superificie di 17 milioni di chilometri quadrati, infatti, conta 11 diversi fusi orari dall'estremo est della penisola di Kamciatka all'enclave baltica di Kalinigrad. Servono ben 22 ore per concludere le operazioni di voto: i seggi si sono aperti alle 21 italiane di sabato sera in Estremo Oriente e si chiudono domenica alle 19 nelle regioni più occidentale.

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MessaggioTitolo: Re: Russia, Putin al 61%. L'opposizione: elezioni truccate   Dom Dic 02, 2007 9:38 pm

Sono gelosi di Vladimir... Forza Putin! cheers

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MessaggioTitolo: Il trionfo di Putin   Lun Dic 03, 2007 5:23 pm

MOSCA - Il partito 'Russia unita' del presidente russo Vladimir PutinLe parti Russie unie de Vladimir ha ottenuto il 64,1 per cento dei consensi nelle elezioni legislative di ieri stando a quanto emerge dopo lo spoglio del 98% delle schede. Lo ha annunciato il presidente della Commissione elettorale centrale.

L'esito del voto e' stato duramente contestato dall'opposizione, che parla di brogli. Garry Kasparov, campione di scacchi e leader del movimento di opposizione Altra Russia, ha invalidato la scheda in segno di protesta. E i comunisti (Kprf), prima ancora che chiudessero le urne, hanno annunciato ricorso alla corte suprema contro ''violazioni di un livello senza precedenti''. Anche la Casa Bianca ha esortato le autorita' russe a indagare sulle accuse di brogli che sono emerse nell'ambito delle elezioni politiche in Russia che hanno dato una vasta maggioranza al partito del presidente Vladimir Putin. ''Le prime notizie dalla Russia includono accuse di violazione delle regole elettorali'', ha detto Gordon Johndroe, portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca. ''Esortiamo le autorita' russe a indagare su queste affermazioni''.

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MessaggioTitolo: Re: Russia, Putin al 61%. L'opposizione: elezioni truccate   Lun Dic 03, 2007 5:24 pm

Ora cercheranno di inventarsi scuse di tutti i colori per far annullare le elezioni... Forza Putin, forza Russia Unita!

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MessaggioTitolo: Putin: Sarkozy si complimenta, Bush non lo chiama   Lun Dic 03, 2007 10:35 pm

Il presidente americano George W. Bush non chiamerà il presidente Vladimir Putin per congratularsi per il risultato delle elezioni parlamentari di ieri in Russia, perchè il leader del Cremlino «non era un candidato». Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino, rispondendo a una domanda.
Putin era candidato alle elezioni legislative come capolista del suo partito Russia Unita, che ha stravinto la consultazione.
La Casa Bianca ha invece rinnovato il suo appello a Mosca perchè indaghi sulle accuse di frode nel voto di ieri.
La portavoce ha detto oggi che gli Stati Uniti «hanno esortato la Russia ad indagare» circa le accuse di irregolarità elettorali.
Il presidente George W. Bush aveva espresso «inquietudine» ancora prima del voto in Russia quando erano divampate polemiche sulla mancanza di monitoraggio, ha affermato la Perino.
Il Cremlino ha detto oggi che il presidente francese Nicolas Sarkozy e quello del Kazakhstan Nursultan Nazarbaiev hanno telefonato a Putin congratulandosi per il successo nelle elezioni.

Prima le opposte valutazioni degli addetti ai lavori elettorali, poi un botta e risposta a distanza tra le Cancellerie cautamente "preoccupate" per le accuse di irregolarità e un Vladimir Putin intransigente sulla correttezza e il valore del voto di ieri. E così le elezioni per il rinnovo della Duma minacciano di scavare ancora un po' il fossato della diffidenza tra Cremlino e Occidente, in un confronto che non diventerà certo più facile di qui alle presidenziali di marzo. Un confronto comunque a geometrie variabili, vedi con la Francia, dove il ministero degli Esteri chiede che "sia fatta luce" e il presidente Nicolas Sarkozy si "felicita calorosamente" con Putin per la vittoria del suo partito, come reso noto (dal Cremlino) con un comunicato stampa. Attesissimo dopo la chiusura delle urne nell'enorme continente russo, il verdetto degli Osservatori europei è giunto stamattina, decisamente severo. Le elezioni per la Duma "non si sono svolte in modo corretto e non hanno rispettato molti degli impegni presi a livello di Osce e di Consiglio d'Europa nè gli standard democratici", ha decretato Goran Lennmarker, presidente dell'Assemblea Parlamentare dell'Osce, durante una conferenza stampa a Mosca in cui ha riassunto i risultati della missione di 30 parlamentari europei. Un comunicato diffuso subito dopo anche a nome del Consiglio d'Europa ha bocciato duramente le legislative in varie materie. Quel che è rimasto degli osservatori europei dopo la decisione dell'Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani (Odhir) di non inviare nessuno, ha fatto notare che "il voto si è svolto in un'atmosfera che ha limitato seriamente la competizione politica, con frequenti abusi delle risorse amministrative e con copertura mediatica pesantemente a favore del partito al potere". Il verdetto è categorico, non tanto sulle operazioni di voto quanto in fin dei conti sulla Russia di Putin: "non c'è stata un'arena politica paritaria in Russia nel 2007". In particolare, gli osservatori europei puntano il dito contro "la fusione tra stato e un partito politico, che rappresenta un abuso di potere e una chiara violazione degli standard internazionali". Inoltre, i media sono stati troppo sbilanciati a favore del presidente Putin e del partito Russia Unita, mentre "le nuove regole elettorali rendono molto difficile lo sviluppo di nuovi e più piccoli partiti". Infine, "ci sono state diffuse notizie di pressioni di pressioni a carico di partiti dell'opposizione".
Le valutazioni hanno scatenato una girandola di commenti dei vari governi europei. "Non è stato un voto libero, equo, o democratico", ha picchiato duro il portavoce del governo federale tedesco Thomas. Il ministero degli Esteri britannico ha espresso "preoccupazione", quello francese ha chiesto di far luce (mentre Sarkozy si congratulava al telefono con Putin), mentre il premier italiano Romano Prodi dall'Albania ha sottolineato come apportare chiarezza sia "nell'interesse di Mosca". Ancora più cauta la Commissione europea, che si è definita "cosciente dei report di irregolarità, ma in attesa di un quadro" definitivo. E davvero in punta di piedi il premier polacco Tusk, che in piena opera di 'ricucitura' lascia all'Unione europea il dovere di preoccuparsi e sceglie di sottolineare che "si tratta della scelta dei cittadini russi e non vedo ragioni per metterla in discussione". Sul versante delle felicitazioni, oltre a Sarkozy si segnalano il presidente kazako Nursultan Nazarbayev e il premier serbo Vojislav Kostunica. Per il candidato capolista di Russia Unita, che oggi ha ripreso il lavoro da presidente, non c'è comunque niente da chiarire. "Il risultato del voto è un segno di fiducia in me", ha detto, testimonia "la stabilità" del Paese e la legittimità della Duma "senza dubbio è cresciuta", anche grazie alla forte affluenza, oltre il 60%, "la più alta degli ultimi otto anni, più del 1999 e del 2003". Questo, ha concluso e tagliato corto Putin, dimostra che "i cittadini capiscono benissimo che scelta hanno fatto, ossia a quale programma e a quale partito hanno dato la preferenza". Nel suo duplice intervento, oggi, il presidente non ha mai fatto riferimento diretto alle critiche degli osservatori o alle perplessità lasciate intravedere dai governi europei. E' una questione interna, e soprattutto c'è ancora la successione in ballo. Un unico messaggio diretto all'Occidente l'ha inviato sul Trattato sulle Forze convenzionali in Europa.
La Russia è pronta a revocare la moratoria dichiarata, sempre che gli altri Paesi firmatari "facciano la loro parte".
E comunque, ha aggiunto, "noi non attenderemo all'infinito".



03/12/2007

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