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 Annapolis, accordo tra Israele e Anp

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MessaggioTitolo: Annapolis, accordo tra Israele e Anp   Mar Nov 27, 2007 9:04 pm

Negoziati, dichiarazione congiunta
alle trattative: «Pace nel 2008».
Bush: è un'opportunità storica
ROMA
L’obiettivo della Conferenza di Annapolis sul Medioriente è quello di far ripartire il negoziato, non di concludere un accordo: lo ha ribadito il presidente Usa George W. Bush nel discorso innaugurale del vertice. Il presidente americano non ha nascosto che il compito della conferenza è arduo e che c’è molto lavoro da fare, ma ha osservato che è arrivato il momento per provarci.

«Alla luce dei recenti sviluppi», sostiene Bush, «qualcuno ha ipotizzato che questo non sia il momento per cercare la pace. Io non sono d’accordo». «Sono convinto che proprio ora è il momento di iniziare questi negoziati, e per una serie di ragioni». «Raggiungere l’obiettivo non sarà facile. Ed del resto, se lo fosse stato, l’accordo sarebbe stato raggiunto molto tempo fa».

«Oggi palestinesi e israeliani capiscono entrambi che aiutare l’altro a realizzare le proprie aspirazioni è la chiave per raggiungere le proprie: ed entrambi hanno bisogno di uno Stato palestinese indipendente, democratico e possibile». «Uno Stato - osserva Bush- che assicurerà ai palestinesi la possibilità di vivere in libertà, stabilità e dignità. E agli israeliani qualcosa che cercano da generazioni: vivere in pace con i loro vicini».

Nella notte i negoziatori israeliani e palestinesi hanno lavorato per limare le ultime divergenze su una dichiarazione congiunta che dovrebbe essere portata oggi al tavolo della Conferenza internazionale di Annapolis, a cui partecipano 50 delegazioni. Un nuovo incontro è iniziata questa mattina (all’ora di pranzo in Italia) nel tentativo di varare il documento che dovrebbe fissare le tappe per il negoziato sullo status finale, ma ancora non si è trovato un accordo. L’obiettivo è di arrivare alla pace entro un anno, come ha indicato il ministro degli Esteri saudita, Saud al-Faisal.

Intanto una manifestazione di Hamas contro la Conferenza si è svolta a Gaza, e un palestinese è stato ucciso dalla polizia palestinese in Cisgiordania durante una manifestazione anyi Annapolis.

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MessaggioTitolo: Re: Annapolis, accordo tra Israele e Anp   Mar Nov 27, 2007 9:06 pm

Domanda: Israele, sa che cosa è la pace???
Non penso...

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MessaggioTitolo: Annapolis, trovato un accordo:Bush riceve Olmert e Abu Mazen   Mer Nov 28, 2007 5:39 pm

L'obiettivo è raggiungere la pace entro
il 2008. Anche la Siria riconosce il
successo del summit. Ma i gruppi
radicali criticano l'esito del vertice
ANNAPOLIS
La Conferenza Internazionale sul Medio Oriente ad Annapolis si è appena conclusa, e a Washington già si ricomincia; anzi, in qualche modo è come se si iniziasse da capo, dal momento che i negoziati di pace israelo-palestinesi erano rimasti bloccati per ben sette anni consecutivi.

Sull’esito del consesso nel Maryland sono subito piovute critiche e anatemi dalle estremità contrapposte dello scenario geo-politico, e regna comunque grande scetticismo. Il capo del Likud all’opposizione, Benjamin Netanyahu, si è affrettato a chiedere ai partiti conservatori che appoggiano la coalizione di governo israeliana di uscirne al più presto, e ha accusato ancora Olmert di svendere il Paese. L’Iran di Mahmoud Ahmadinejad assicura che «Israele non sopravviverà». La Siria riconosce che è stato compiuto un passo avanti, ma insiste sul «totale ritiro degli occupanti dalle terre arabe», compreso il Golan che le fu strappato nel ’67. Quanto ai radicali palestinesi di Hamas, è come se Annapolis non fosse nemmeno esistita.

L’obiettivo di arrivare a un accordo di pace complessivo tra Israele e l’Autorità Nazionale Palestinese entro la fine del 2008 è comunque stato sancito, ed è un elemento che nessuno può ignorare. Anche perchè la stessa Russia vuole fornire un contributo, e il suo ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, ha annunciato che il seguito della Conferenza negli Usa si terrà proprio a Mosca, con tempi e ordine del giorno da stabilirsi.

E anche perchè in giornata il presidente americano George W. Bush riceverà nell’ordine alla Casa Bianca, dapprima separatamente, il leader dell’Anp, Mahmoud Abbas alias Abu Mazen, e il premier dello Stato ebraico, Ehud Olmert; seguirà una riunione a tre, e infine l’appuntamento sarà suggellato da un’apparizione in pubblico collettiva, in programma nel Giardino delle Rose quando in Italia saranno da poco passate le 20.

«Sarà un pò come dopo aver partecipato a una festa», ha scherzato la portavoce di Bush, Dana Perino, la quale ha però avvertito che non si tratterà di un colloquio da prendere alla leggera. Si fa subito sul serio. «Il presidente ha dichiarato di essere impegnato per la pace, ed è esattamente quello che intende», ha puntualizzato Perino. «Lui ha una mente aperta, e tiene la propria porta spalancata. Anche le linee telefoniche sono libere, e le parti potranno chiamarlo in qualsiasi momento. Penso», ha sottolineato, «che questo sia uno dei punti su cui insisterà oggi con gli ospiti».

La prima riunione della commissione congiunta israelo-palestinese, con compiti preparatori e di coordinamento delle trattative, è prevista per il 12 dicembre; e nel frattempo Olmert e Abu Mazen continueranno a incontrarsi regolarmente, a cadenza quindicinale. Olmert ha avvertito che forse la scadenza pattuita di fine 2008 non potrà essere rispettata, ma ha garantito il massimo sforzo. Piaccia o no, si ricomincia.
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MessaggioTitolo: Prima del medio oriente è cambiato Bush   Gio Nov 29, 2007 7:26 pm

Il capo del governo israeliano, Olmert, e il presidente palestinese, Abu Mazen, ad Annapolis, grazie alla guida diplomatica [...]
[...] degli Stati Uniti, si sono impegnati "a porre fine al bagno di sangue, alla sofferenza e a decenni di conflitto tra i nostri popoli. A inaugurare un'era di libertà, sicurezza, giustizia, dignità, rispetto e riconoscimento reciproco. A propagare una cultura della pace e della non violenza. A combattere il terrorismo e l'odio, vengano dagli israeliani o dai palestinesi".
La road map è fissata: partenza dei lavori del comitato di coordinamento il prossimo 12 dicembre; incontri ogni due settimane tra Abu Mazen ed Olbert; smantellamento degli insediamenti israeliani con il monitoraggio Usa.
Sono tre le valutazioni possibili per il risultato della Conferenza di Annapolis. Quella prudente di chi sostiene che si è compiuto un passo in avanti e che non era realistico attendersi di più. Quella ottimistica di chi, pur sapendo come sia difficile giungere alla pace, è convinto che il dovere di tentare il conseguimento dell'accordo sarà coronato da successo. Quella assolutamente negativa, degli esclusi, Hamas ed Iran per cominciare, che promettono attentati e non riconoscono serietà alla dichiarazione congiunta israelo-palestinese.
C'è un'altra valutazione, più complessa e meno cinica di quella espressa dal giornalista di Arab News che ha scritto: «Aspettati niente, conquista qualcosa, goditi i risultati». Alla soddisfazione per la riapertura di negoziati, dopo sessant'anni!, tra popoli che promettono di discutere fuori dagli schemi che hanno anchilosato la pace (insediamenti; stato palestinese; status di Gerusalemme; ritorno dei profughi) si deve aggiungere il successo conseguito dal cambio di ruolo dell'unipolarismo americano, in qualche modo dalla modifica della dottrina Bush.
La svolta dell'amministrazione Bush, col rifiuto del multilateralismo e di altri impegni internazionali, avvenne prima dell'11 settembre, ma è in Iraq che si è infranto il sogno dell'ordine unipolare a causa di una eterogenea coalizione di nazionalisti sunniti e di terroristi islamici differentemente motivati. Ad Annapolis gli Stati Uniti hanno ripreso e rafforzato la linea preannunciata nel 2006 da Condoleeza Rice durante la crisi libanese: gli Usa esercitarono la loro leadership in qualità di facilitatori del consenso internazionale ad una soluzione condivisa, piuttosto che di risolutori solitari.
Nella conferenza di Annapolis, cinquanta delegazioni - tra le quali a pieno merito quella italiana - hanno compartecipato al successo. Se la Siria è presente è per il determinante lavoro degli europei. Quel fantasma del Quartetto (Usa, Ue, Onu e Russia) riprende vita ed il suo inviato speciale, Tony Blair, potrà lavorare seriamente. La diplomazia italiana ha conseguito lusinghieri risultati e potrà partecipare attivamente al processo di pace.
Non siamo giunti al multipolarismo ma siamo usciti dalle rigidità unipolari.

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MessaggioTitolo: Re: Annapolis, accordo tra Israele e Anp   Gio Nov 29, 2007 7:33 pm

Sono d' accordo, Bush è cambiato...
https://servimg.com/image_preview.php?i=13&u=11685168
Si è rifatto i bicipiti... :lal: :lal: :lal:

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