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 Segnali di pace fra Israele e Palestina

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Duce
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MessaggioTitolo: Segnali di pace fra Israele e Palestina   Mar Nov 20, 2007 11:01 pm

Gerusalemme, 20 nov.- I palestinesi avevano chiesto ad Israele di fare delle concessioni ed aperture evidenti, prima della conferenza di pace di Annapolis, prevista per il 26 e 27 Novembre prossimi. Ehud Olmert ha udito e ha risposto prontamente all’appello. Così il premier israeliano ha promesso di congelare la costruzione di nuovi insediamenti e smantellare quelli privi di autorizzazione in Cisgiordania. “C’eravamo impegnati a non costruire nuovi insediamenti ed è quello che faremo. C'eravamo impegnati a non espropriare alcuna terra e non ne esproprieremo nessuna. C’eravamo promessi di smantellare gli avamposti illegali e li rimuoveremo” faceva da eco un funzionario del governo israeliano, citando proprio il discorso fatto da Olmert.

E’ di queste ultime ore, inoltre, la notizia dell’approvazione da parte del Governo Israeliano di una proposta di Olmert diretta a rilasciare oltre 450 prigionieri palestinesi. E anche se Abu Mazen aveva chiesto il rilascio di 2000 prigionieri, l’iniziativa israeliana assume una valenza positiva per gli effetti distensivi e collaborativi tra le parti.

Adesso non ci resta che attendere la prossima tappa: la conferenza di Annapolis, che dovrebbe gettare le basi per un negoziato che dovrebbe durare circa un anno.

In queste ultime settimane preparatorie Olmert e Abu Mazen ne hanno tracciato i punti essenziali: a)I confini tra i due Stati, con riferimento a quelli del 1967; b)Le misure per garantire la sicurezza di Israele; c)Il diritto al rientro dei rifugiati palestinesi; d)Lo status di Gerusalemme; e)La presenza dell’Anp prima dell’accordo definitivo con la riapertura degli uffici di rappresentanza dell’autorità; f)La questione degli insediamenti ebraici e degli avamposti illegali; g) La gestione delle risorse idriche nell’obiettivo dello sviluppo dei due stati; h)Il carattere ebraico dello stato di Israele, ritenuto da Olmert essenziale.

La capacità di riuscita di questo negoziato e con ciò della comunità internazionale di realizzare le condizioni per una soluzione politica, assume soprattutto una valenza strategica in merito alle concrete possibilità di sconfiggere le forze del fondamentalismo islamico, che si alimentano dalle continue divisioni e scontri.

L’obiettivo finale, dunque, rimane quello di sempre e cioè il riconoscimento di uno Stato Palestinese accanto allo Stato “Ebraico” di Israele, che vivano finalmente sotto garanzie di sicurezza e di pace. Un obiettivo importante che ha scatenato un conflitto che si prolunga da oltre mezzo secolo, a scapito delle popolazioni che vivono in quelle terre. Speriamo che queste tracce di dialogo diventino con la prossima conferenza di pace un sentiero di pietra che possa avvicinare il popolo israeliano e palestinese, nel rispetto reciproco dei loro valori, sentimenti e ideali.

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