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 Berlusconi: "Io aiutato Prodi?No, li ho fatti implodere

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MessaggioTitolo: Berlusconi: "Io aiutato Prodi?No, li ho fatti implodere   Sab Nov 17, 2007 7:37 pm

Roma - "Se è una colpa aver fatto implodere questa maggioranza, allora è una bella colpa". Silvio Berlusconi replica così a Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini che gli rimproverano di aver firmato una assicurazione sulla vita al governo Prodi, seguendo la strategia della 'spallata'. "E' esattamente il contrario, quelli del centrosinistra sono preoccupatissimi", ribatte il Cavaliere, mentre partecipa su un barcone lungo il Tevere ad una manifestazione per la raccolta di firme di Fi a sostegno di elezioni subito.

"Le riforme? Un modo per far perdere tempo" "Le riforme sono una scusa per perdere tempo, per allungare la vita a questa maggioranza e per far galleggiare questo governo", ha aggiunto il Cavaliere.

Fini: non accettiamo pagelle Niente voti "su chi è buono e chi è meno buono. Se Prodi è rimasto in vita, la colpa non è di Tizio o di Caio nella Cdl. Tutti abbiamo combattuto in eguale misura con la raccolta di firme e manifestazioni, nessuno escluso". Con queste parole Gianfranco Fini, parlando ad una manifestazione dei Cristiano riformisti a Roma, ha replicato a Silvio Berlusconi, che ha lamentato la non piena adesione degli alleati alla 'spallata' a Prodi. "Battersi per andare al voto subito é come garantire un'assicurazione sulla vita di Prodi", ha aggiunto. Il leader di An ha detto di condividere pienamente l'analisi di un governo "molto debole", ma ha subito aggiunto che nella maggioranza "ci sono in questo momento molti parlamentari che dicono di voler staccare la spina a Prodi, ma non certo per andare a votare subito". Fini ha chiesto che di questa circostanza si tenga conto: "Dobbiamo guardare non solo al nostro immediato interesse elettorale, ma anche al futuro del Paese per creare le condizioni - ha detto ancora Fini - di una riforma che consenta a chiunque vinca le elezioni di governare". Fini ha ribadito di essere convinto che il governo "deve andare a casa".

Casini: più politica, meno propaganda Anche il leader dell'Udc accentua, come Fini, il pressing su Berlusconi. "Mi sembra che per il governo tutto sia andato come era facile prevedere, perché la strategia della Cdl ha aiutato fortemente Prodi a superare indenne questi scogli". "Noi dobbiamo lavorare - ha aggiunto Casini parlando agli Stati generali delle donne Udc in Calabria - in modo più intelligente per mandare a casa questo governo che, altrimenti, rimarrà per i prossimi cinque anni e credo che questo sarebbe molto dannoso per il Paese". "Il dovere della politica - ha sottolineato il leader centrista - è di distinguere tra la propaganda e, appunto, la politica. Altrimenti, se non c'é qualcos'altro, dopo le firme ai banchetti, Prodi fa l'assicurazione sulla vita". "Prodi ostenta tranquillità, purtroppo non ostentano tranquillità gli italiani...", ha aggiunto Casini. "Se è tranquillo lui sono molto agitati gli italiani, soli davanti alla delinquenza, soli davanti ad un fisco onnivoro, soli davanti ad una precarietà sempre più preoccupante". "Per cui - ha concluso Casini - è contento Prodi ma non sono contenti gli italiani".

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MessaggioTitolo: Re: Berlusconi: "Io aiutato Prodi?No, li ho fatti implodere   Sab Nov 17, 2007 7:38 pm

Berlusconi, Cavaliere, sua Ecellenza... ma vaffa...

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MessaggioTitolo: Gianfranco non indietreggia «Silvio faccia autocritica»   Dom Nov 18, 2007 2:24 pm

Arrabbiato è arrabbiato, non c’è che dire. Non servono elaborati retroscena, Gianfranco Fini è furioso con Silvio.
Basta osservarlo seduto in prima fila al meeting nazionale dei Cristiano Riformisti, l’associazione fondata dal deputato di An Antonio Mazzocchi, organizzato all’hotel Ergife di Roma.
Vestito grigio chiaro, cravatta blu con pallini, viso teso. Rari i sorrisi, così come gli applausi. Fini ascolta con attenzione i relatori, ogni tanto chiacchiera con i suoi «compagni di banco» il segretario Udc Lorenzo Cesa (a destra) e il coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi (a sinistra).
Quando gli porgono le agenzie che riportano le parole pronunciate da Romano Prodi a Repubblica («Fini ha ragione e la sua mossa è molto importante») e da Pier Ferdinando Casini («Non possiamo andare sull’Aventino») il leader di An le sfoglia con attenzione e annuisce.
Poi si alza e va a sedersi vicino al capogruppo di Alleanza Nazionale al Senato Altero Matteoli. I due parlottano un po’ e decidono di andare a prendere un caffè. Il percorso, pur breve, è reso accidentato dai militanti che fermano il presidente. Autografi, fotografie. Fini fa tutto senza sorridere, quasi scocciato. Si scioglie un po’ solo quando gli portano un bambino di sette mesi. Una battuta («questo lo avete fatto da poco»), una carezza, un sorriso. Ma è solo un’illusione. Lo si capisce appena il leader di An, dopo Cesa e Bondi, sale sul palco. Fino a quell’ora, sono quasi le 12, Fini non ha rilasciato dichiarazioni.
Di colpo si spengono le luci in sala. «Abbiamo qualche problema - ironizza il leader di An -, ma non siamo ancora al buio». Sarà la prima e ultima battuta. Anche perché il numero uno della destra ha tutta l’intenzione di mettere le cose in chiaro anche se, commenta, «è un paradosso che certe cose dobbiamo dircele in assemblee pubbliche piuttosto che in riunioni private. Ma non importa, se uno ha le idee chiare, dirlo davanti a mille persone o a quattro cambia poco».
Ed eccole le «idee chiare» di Fini. Il principale bersaglio è ovviamente Silvio Berlusconi. «Il governo Prodi - sottolinea - lo abbiamo combattuto tutti in eguale misura dal momento in cui è nato. Chi ha la responsabilità di una coalizione non dovrebbe mai fare le pagelle su chi è buono e chi meno».
Poi il leader di An analizza la situazione politica. «L’esecutivo - spiega - è rimasto in vita perché in Parlamento c’è una maggioranza di senatori che dicono stacchiamo la spina, ma non vogliono tornare al voto. Battersi per andare al voto subito è come garantire un’assicurazione sulla vita di Prodi».
Cosa deve fare quindi il centrodestra? Fini non ha dubbi: «Dobbiamo andare a vedere le carte dell’Unione». Che tradotto vuol dire: aprire il dialogo sulle riforme e non solo sulla legge elettorale. Anche perché il leader di An è «scettico» che, una volta caduto Prodi, si vada subito alle elezioni.
Quindi, si domanda, «è possibile fare in modo che alle prossime elezioni, chiunque vinca, riesca a governare il Paese?» Per Fini la risposta è scontata anche se serve «umiltà da parte di tutti, perché tutti sbagliano e un po’ di autocritica talvolta è necessaria». «Non basta - attacca - dire che abbiamo fatto tutto bene e torneremo al governo perché la gente ci ama. Serve un progetto nuovo, ci vuole uno sforzo di analisi da parte di tutti nella Cdl, altrimenti inevitabilmente ognuno andrà per la sua strada. Non dobbiamo far prevalere il nostro piccolo interesse di partito a quelli della nazione. Non sempre è utile urlare ciò che chiede la gente, qualche volta occorre guidarla». Berlusconi è avvisato.
Berlusconi

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MessaggioTitolo: Re: Berlusconi: "Io aiutato Prodi?No, li ho fatti implodere   Dom Nov 18, 2007 2:25 pm

Si prospetta sempre più in frantumi, la CDL...
Cosa succederà?

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